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L'Arte di Ascoltare: la verità non ferisce, ma guarisce | in 4 Step | Blog Post Series “Comincia ad Ascoltare”

Scappare dalle proprie paure è umano.


La paura è un'emozione che crea sensazioni spiacevoli nel corpo. Si fugge il dolore e si insegue il piacere.


Qui è l'inganno di Mind, la Mente Verbale:
ciò che verbalmente chiamiamo paura è una reazione a un pensiero, spesso a un nido di pensieri, che facciamo riguardo a qualcos'altro.


E scappare dai pensieri e dalle emozioni, puoi crederci, crea l'opposto del piacere.


Dopo il pensiero, abbiamo l'emozione. E tutto accade in pochi microsecondi.


Se coltiviamo pensieri distressanti come:


“non guarirò mai”
“questa cosa durerà per sempre”
“non ho via d'uscita”
“non ce la farò mai”
“sono in trappola"


l'emozione che si crea è di paura, un tipo di paura molto intensa: qualcosa di completamente diverso dalla pura emozione di paura: questo è FFR.

Questa intensità-tensione la avvertiamo fisicamente: le spalle si insaccano, stringiamo la mandibola e tutti i muscoli della testa e del viso, contraiamo il torace, il pavimento pelvico, le gambe, le dita dei piedi, mentre il respiro si accorcia e diventa superficiale, alimentando ancora di più la sensazione sgradevole e la difficoltà a pensare in maniera lucida e serena anche a causa della disconnessione del lobo frontale del nostro cervello: si attivano i circuiti antichi e si spengono quelli superiori.


Inoltre, il diminuito afflusso di ossigeno per l'iperventilazione e l'aumento di CO2 concorrono alla “mind-fog", alla nebbia mentale, che obnubila le funzioni cognitive superiori.
Il risultato?
Ti senti come perso, smarrito, vai in confusione, non riesci letteralmente a pensare e ti innervosisci ancora di più. Argh.


E il resto del corpo?


Le vene, le arterie, i vasi linfatici, le terminazioni nervose vengono compressi. Affluisce scarso ossigeno e glucosio ai nervi, che in larga parte si infiammano


1) per compressione
e
2) per fame.


E cominciano a percepire segnali in maniera anomala, inviando al cervello messaggi molto intensi, quelli che molti miei lettori conoscono. Creando le cosiddette “autostrade del dolore". A cui poi Mind appiccicherà ulteriori significati più si sommeranno le classiche associazioni -in questo caso disfunzionali - e Mind userà tutto ciò per distrarti (=farti scappare ancora di più) ulteriormente da contenuti emozionali
“paurosi" (=pericolosi, secondo Mind).
Non finisce qui:
le sostanze di scarto non riescono a essere drenate adeguatamente. Le molecole chimiche create in questo stato fisiologico permangono nei vari microcircoli del corpo (del sangue, linfatico, energetico). Ah, e la cosa che mi ha sconvolto di più mentre studiavo: i geni immediati precoci. Ne ho parlato tempo fa in questo post. Lì spiegavo che si attivano nell'arco di 1/2 secondi e producono mutamenti nell'espressione dei geni. Mica pizza e fichi...


Tutto ristagna.


Un bel quadretto, non c'è che dire, non trovi?


Invece, il Ben-Essere è quando tutto scorre.


Nell'esatto istante in cui percepiamo queste emozioni sgradite, bum, ci contraiamo ancora di più e tentiamo di sfuggirle. Perché ne siamo terrorizzati.


Come? Stringendo ancora di più la muscolatura e accorciando sempre più il respiro, tanto che spesso avvertiamo quella tipica sensazione di “mi manca l'aria” e siamo costretti a prendere ogni tot un respiro tirato.


E perché stringiamo ancora di più?
Perché stringere ancora di più permette momentaneamente di non sentire, blocca lì quell'energia che ci spaventa, la immobilizza. Siamo nella parte "freezing" della FFR fisiologica (Fight-or-Flight-or-Freeze Response).


Questa è una tecnica che è stata creata dall'evoluzione animale su questo pianeta. Serve per salvarsi la vita quando qualcosa minaccia la sopravvivenza e non si può né scappare, né attaccare (attaccare per difesa). E in “freezing mode on" ci sono modificazioni fisiche per cui percepiamo di meno molte sensazioni.


Il problema è che noi umani rimaniamo in questo stato in modo permanente. Questo la natura non lo aveva previsto.
Perché noi umani abbiamo Mind, la mente verbale. Sì, così percepiamo di meno quelle sensazioni -sul momento.
E continuiamo ad andare, andare, andare, completamente anestetizzati dal freezing mode.


Paghiamo tutto questo a caro prezzo, però.
Il prezzo del dolore fisico.


Molti anni fa, quando iniziò il mio dolore intenso all'intestino (parliamo dell'anno 2000), spesso avevo questi momenti in cui ero costretta letteralmente ad aspirare di forza l'aria, come se boccheggiassi, esattamente come fa un pesce cacciato fuori dall'acqua.


Ai tempi cercai aiuto presso una psicologa “mente-corpo" e quando raccontai questo fatto, che alimentava ancora di più il mio dis-agio, mi fu risposto semplicemente:
“ah, ma quella è l'ansia”.


Questa affermazione mi spaventò ancora di più.
Ancora più paura.
Paura del respiro forzato “devo avere qualcosa che non va” ,“mi fa stare male il dover respirare in questo modo”, “mi manca l'aria”, “e ora cosa faccio?”... questi alcuni dei pensieri che mi tormentavano – e dopo la frase della psicologa, mi turbai ancora di più. Avevo 21/22 anni allora.
Ed ero terrorizzata che stessi diventando una “fissata”, spaventata dal pensiero “ho qualcosa che non va”.


[By the way, si dice che questo tipo di reazioni siano... tipiche dei “tipo A" di personalità. Io non amo particolarmente soffermarmi su questo... tipo di classificazioni, a mio parere ingabbiano, più che liberare, sia il professionista che la persona che sta soffrendo.]


Forse, se mi fosse stato spiegato che vivevo ogni minuto della mia giornata in completa Fight-or-Flight, che ciò che mi stava accadendo era totalmente normale e fisiologico, e sopratutto se fossi stata guidata sul cosa fare per accedere all'altro stato, quello in cui il corpo si rilassa, si autoripara e guarisce...
ah, sì, forse sarebbe stata una liberazione. Quien sabe.


Ma non fu così.


E la mia escalation dolorosa, ahimé, aumentò.


L'anno seguente, come sapete, scoppiò la mia vulvodinia.
Mia, nel senso: “nella mia esperienza quella manifestazione fisica nacque così, si fece sentire così, eccetera".


Una vulvodinia da trauma meccanico: perché il mio pavimento pelvico era per certo ipercontratto. Ne sono assolutamente certa.


Oggi ho la percezione di questa parte del corpo così importante e vitale, ma allora non era così. Non sapevo nemmeno che esistesse, il pavimento pelvico. Avevo una buona percezione dei muscoli perivaginali, questo sì, ma non dell'intera pelvi. Non sapevo per esempio che esistono delle fasce muscolari speciali nel primo strato, quello più superficiale.


Se solo avessi avuto le preziose informazioni che ho oggi: bene, non sarei qui a scrivere e tu non mi avresti mai letta. Dodici anni di dolore non sarebbero mai esistiti.


Bene, oggi tu hai a disposizione queste informazioni e molto di più.
E queste informazioni aiutano me a rimanere in equilibrio e sana.


Come alcuni sanno, se hanno frequentato il forum dell'associazione vulvodiniapuntoinfo onlus, ho anche raccontato del trauma subito a quattro anni e mezzo, che ha proprio coinvolto una delle funzioni basiche del corpo umano: la defecazione.
Aver vissuto quell'esperienza, di cui parlo nel forum in una sezione dedicata, ha creato le premesse per lo sviluppo della mia contrattura pelvica, specificatamente partendo dal levator anii, il muscolo che concorre a gestire questa funzione.


Ancora a tutt'oggi sto lavorando a questo aspetto, solo parzialmente guarito, risolto.
Sembra una stupidaggine, ma vi assicuro: non lo è affatto, non è proprio uguale a fare un giro a Gardaland.


Questa fascia muscolare si contrae terrorizzata ogni volta che si presenta una situazione simile a quella che fu da piccola. Singolare, non è vero?


Grazie alle informazioni in mio possesso e all'allenamento continuo di autocoaching su pensieri, parole, associazioni, emozioni che si scatenano in determinate circostanze, oggi va molto meglio che in passato. E lo devo ai miei studi e ai miei corsi di formazione come professionista, coach e trainer, pratictioner di Neuro-Semantica®, ACT coach e mind-body coach.


Ma, prima di tutto, lo devo proprio all'amicizia rinnovata col mio corpo, un essere straordinario e speciale.


Lavorando su queste esperienze, sono giunta a capire una lezione essenziale per il Ben-Essere:


posso imprigionare me stessa con le mie stesse percezioni di fatti ed eventi che accadono e filtrarli in maniera non utile, oppure posso fermarmi, respirare dentro il terrore che si scatena qui dentro (sì hai letto bene: respirare dentro il terrore!) e chiedere:


“Ciao, mio buon vecchio amico, eccoci qui un'altra volta. Dimmi, che cosa mi stai insegnando? Cosa ho bisogno di imparare? In che modo stai cercando di aiutarmi?”


E restare in Ascolto. E per ascoltare, occorre fare silenzio.


Questa domanda è un mantra speciale. Perché è un mantra liberatore.


Posso scegliere ogni volta che la cosa accade: se imprigionarmi o rendermi libera.




Renewing the Mind.
Vedete, ogni cosa che accade, accade per un motivo. Un motivo rilevante per ognuno di noi, in modo unico e solo per noi, ovviamente. Anche per te, che stai leggendo questo post proprio ora, by the way...
Se una certa cosa crea una tale importanza per cui abbiamo paura -se non addirittura puro terrore- bene: lì c'è qualcosa, qualcosa per noi che ha bisogno di essere ascoltato, perché ci sta insegnando una lezione importante per stare bene.


Col semplice chiedere, noi interrompiamo la reazione di FFR (Fight-or-Flight-or-Freeze Response).


Questa è la libertà che dona esercitare la padronanza sulla mente verbale (Mind), quella stessa mente che può portarci all'inferno, o aprirci al paradiso.


Occorre fare la domanda, e poi restare ad ascoltare.
Parte del titolo di questo post è:
“L'Arte di Ascoltare”.


Infatti,
questo stile di vita "mind-body" è un'Arte.
L'Arte di Ascoltare il sussurrare del proprio Cuore e poi, lasciarlo cantare.


Un'arte ha bisogno di amore e dedizione per essere coltivata, padroneggiata, fatta propria.
E questa è arte che viene dalla nostra anima, dal nostro cuore, e non dalla limitatezza della nostra piccola mente verbale (Mind) nel nostro metà cervello-emisfero sinistro, logico e lineare. Quello che chiacchiera senza sosta. E che racconta #psicorotoloballe se non viene guidato.


La Verità, in quattro step
La prossima volta che avverti paura, una paura creata da un pensiero di base, che crea a sua volta in una frazione di secondo pensieri, immagini mentali terrificanti e sensazioni iper-spiacevoli:
  1. fermati
  2. respiraci dentro
  3. riconosci che sono pensieri, immagini e sensazioni nel corpo
  4. chiediti: “Ciao, mio buon vecchio amico, eccoci qui un'altra volta. Dimmi, che cosa mi stai insegnando? Cosa ho bisogno di imparare? In che modo stai cercando di aiutarmi?”
Ho imparato che la verità sulle cose è lì per restituirmi la chiave che apre la gabbia della mente.
Ho imparato che la verità è mia amica, se solo le concedo udienza (=ascolto) nel mio cuore.
Le mie difese e la mia resistenza cadono una a una, mentre si fa strada ciò che è il mio massimo bene. Tutte le esperienze vengono per insegnarmi.



Quindi, c'è un dono, un dono qui per me.


E per te.
E' per questo che c'è il detto, il dolore è inevitabile, la sofferenza, opzionale.


Posso dire a me stessa in onestà di volermi impegnare ad ascoltare e imparare.


La verità non viene per ferirmi, ma per donarmi la liberazione.


Abbraccio ogni esperienza, ogni sensazione e ogni emozione e cresco nel mio pieno potenziale.
A ogni passo, inoltre, ho sempre il potere di scegliere... scegliere di amarmi sempre e comunque, qualsiasi cosa accada, qualsiasi emozione io stia provando, e qualsiasi decisione io prenda.


E questo potere e questa libertà li hai anche tu.


Puoi dire a te stesso/a in piena onestà:
“scelgo e mi scelgo ogni giorno della mia vita, mi onoro e mi impegno con me al 100%"?
“Voglio fare silenzio e ascoltare"?
“Voglio e scelgo di essere libero/a"?
Sono disposto e disposta a seguire il sentiero del cuore e la mia verità"?


Fai le tue domande, e shhh...
comincia ad Ascoltare.


E' questa la via che ti porta fuori dalla FFR e dalla sofferenza mentre ti garantisce l'accesso - a vita! - alla Relaxation Response, indispensabile per lasciare che il corpo si auto-guarisca.


Shhh...
comincia ad Ascoltare.


Stay fine tuned!  
Un abbraccio,
Scritto & postato il 1° settembre 2015 da Elena Tione

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