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CHI SONO LIBERTÀ DAL DOLORE VULVODINIA? METODO START HEAR YOUR HEART© MIND-BODY COACHING TV

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Blog Post Series: Comincia ad Ascoltare. Energia fisica in movimento nel corpo: E3 - le Emozioni 3.


Nel post precedente ho discusso sulla natura delle emozioni e illustrato brevemente alcuni processi del corpo. Ora si tratta di scoprire modi per percepire davvero un'emozione.

Come fare?

Premessa.
Per entrare in contatto col messaggio delle tue emozioni hai bisogno di metterti a nudo e di avere il coraggio di mostrare a te stesso la tua vulnerabilità. Vale a dire, di essere davvero onesto con te. Ciò può essere difficile, sopratutto se associ l'essere vulnerabili all'esporsi al rischio di essere feriti. Vulnerabile deriva dal latino vulnus, vulneris che significa “ferita”. Quindi la nostra mente verbale ha un'associazione di malessere con ciò – sarò ferito se... quindi sono in pericolo – è pericoloso questo, non sopravviverò!

No, no, no, via! Uguale= respingo, sopprimo.

Sì, sembra pericoloso entrare in contatto con l'intimità, con l'anima delle emozioni.

Magari pensi di essere molto in contatto con esse, magari provi spesso rabbia e urli o sbatti le porte (ce l'ho!); oppure non ne puoi più della depressione, non fai altro che piangere. O alterni le cose! Pensi perciò di essere in contatto con le emozioni, e anche troppo, ma te l'ho detto: le emozioni non si pensano. Si sentono e si processano. Nel corpo.

Potresti anche pensare di non provare alcun turbamento, ma poi il tuo corpo dice un'altra verità, ben diversa: sei pieno di tensioni e dolori. Perciò occorre essere real-isti.

Stai accettando, o stai tollerando?
Stai sentendo o stai mettendo la polvere sotto al tappeto pur di non vederla? Sappi che è una polvere d'oro!

Accettare significa vedere, sentire, permettersi di percepire e di giungere ai messaggi e al nucleo di se stessi: la vulnerabilità con sé. Hai bisogno di essere vulnerabile con te!


Hai bisogno di toccare quell'emozione e di darle voce, per guarire a tutti i livelli e migliorare a tutti i livelli la tua vita.

Per non sentire ci rinchiudiamo nel nostro sgabuzzino mentale in cui etichettiamo e giudichiamo tutto, emozioni comprese. Più siamo intelligenti, più troviamo modi per dissociarci da noi stessi.
Ci diciamo -verbalmente!- che le emozioni sono negative, la rabbia è pericolosa, essere tristi ti butta giù e butta giù gli altri, che se ti permetterai di essere te gli altri fuggiranno, che il riso abbonda sulla bocca degli stolti, che è meglio volare basso, che tutto deve essere preciso e che bisogna “sempre stare sul pezzo”, e via dicendo. Questa è la strada per la non autenticità.
Se noi processiamo le nostre emozioni a noi stessi, diventa tutta un'altra vita.

Ci sono molti modi per relazionarsi in modo sano con le proprie emozioni.

Il presupposto da cui partire prima di iniziare questo viaggio è sapere con certezza questo:


le emozioni sono nostre alleate.

Punto.
Indispensabili strumenti per navigare, ci rendono umani e non robot, è okay provarle, anzi è nostra respons-abilità provarle! Sono il naturale navigatore incorporato nel nostro sofisticato Sistema Mind-Body per trovare sempre la direzione-rotta corretta per il nostro Nord Magnetico, il nostro Polo Attrattore del Ben-Essere, la nostra Stella Polare dell'Abbondanza. Per quale motivo?
Perché ci indicano i nostri valori, le linee guida che rendono la nostra vita degna di essere vissuta. Ci indicano la strada maestra che ci allinea con lo scopo più alto, più importante, più profondo, del nostro cuore (intuizione). Ci fanno sapere sempre se siamo sulla nostra strada, o se momentaneamente abbiamo preso una sbandata e siamo usciti dal seminato.
Ci informano se stiamo dando via il nostro potere, se pur di non deludere gli altri, stiamo deludendo noi stessi; ci avvertono quando abbiamo bisogno di proteggerci; ci spronano all'azione, mantenendo alta la nostra energia quando serve. E molto altro.
Come ascoltare queste guide?

Oggi voglio condividere un processo estremamente basico, semplice in sé, ma molto potente, per iniziare ad ascoltare che impiega poco tempo. Per ricominciare ad ascoltare noi stessi.

Inizia da qui- ad ascoltare, start Hear.

Prescrizione mente-corpo-cuore #1
Prenditi 7 minuti al giorno, una volta al giorno, tutti i giorni per un periodo di almeno 28/29 giorni (un'intera lunazione) per connetterti con le tue emozioni, un appuntamento per un breve incontro, per iniziare.

Per favore, accertati di entrare in questo processo in uno spazio protetto dove niente e nessuno possa disturbarti (quindi staccati da qualsiasi tecnologia e distrazione), da solo, e che vi sia qualcuno con te -magari in un'altra stanza o poco distante - a cui puoi chiedere supporto se ne senti necessità, sopratutto se è la prima volta che provi. Leggi prima tutti i passi, e solo in seguito prova l'esperimento.

Puoi anche ascoltare le istruzioni nella registrazione che ho creato per te, direttamente dalla mia voce e lasciarti guidare, oppure puoi auto-registrarti. Sentire le istruzioni via audio è un'ottima modalità e io la uso spesso per facilitarmi. Se scegli di registrarti, ricorda di leggere molto lentamente, usando le pause dove è necessario.

Anche l'altra persona può farti da guida con la voce in tempo reale, l'importante è che non intervenga assolutamente con commenti e non ti chieda nulla di ciò che sta accadendo a meno che non sia tu che voglia condividere alla fine dell'esperimento. E' importante che sia una persona di cui ti fidi al 100% in modo che tu ti possa completamente abbandonare al processo.

Puoi far partire la mia voce, se così scegli, cliccando play sul lettore virtuale qui sotto (se non lo visualizzi, clicca qui. Se non vedi nulla lo stesso, può significare che hai bisogno di una roba che si chiama plug-in flash (l'ho detta giusta?) per visualizzare questi aggeggi :-)
Let's Start HEAR!




Passo 1. Trova una posizione confortevole e fa' tre respiri ampi e morbidi con la pancia (le spalle restano rilassate e morbide), c'è tutta l'aria del mondo. Immagina che l'area attorno al tuo ombelico sia come un palloncino che si gonfia e sgonfia ritmicamente. Scendi su questo punto della pancia, che si gonfia e si sgonfia senza sforzo. Tu non hai bisogno di fare nulla.

Passo 2. Mentre respiri, e ti rendi conto di stare respirando, lasciati letteralmente scivolare nel tuo corpo; così come il tuo respiro scivola da sé nella parte bassa dei polmoni ed entra all'interno ed esce naturalmente dal tuo corpo, mentre la tua pancia si gonfia e si sgonfia ritmicamente. Esci dalla testa e scivola dentro il tuo corpo. Il tuo corpo è la tua casa. Il tuo posto nel mondo.
Questo processo non ha niente a che fare col valutare se lo si sta facendo bene o meno bene, o se succederà qualcosa o se funziona: non c'è “da fare”, c'è da “essere”. Qualunque respiro sia presente, va bene. Sentiti libero e libera. Semplicemente osserva e lasciati guidare dal flusso d'aria. C'è differenza fra la temperatura dell'aria che entra in te attraverso le tue narici, e la temperatura dell'aria che esce? Cosa noti? Semplicemente, continua a osservare, con curiosità. Cosa senti nell'area dell'ombelico?

Passo 3. Dopo il terzo respiro, osservati con la domanda: “che cosa sto provando proprio ora, emozionalmente?” Focalizzati gentilmente sulla sensazione dell'emozione nel corpo.

Passo 4. Comincia ad Ascoltare: in che punto del corpo provi questa sensazione? La gola sembra annodarsi? Senti un peso sul petto? Senti le gambe con un lieve tremolìo? Senti le piante dei piedi sudaticce e le estremità fredde? Oppure c'è una sensazione di leggerezza nell'area del petto, o un rilassamento nell'area della mandibola? Bene. Stai sperimentando l'inizio di ciò che ho chiamato “Fine Tuning Into You©”, quella sintonizzazione e sintonia fine sui tuoi canali. La connessione è stabilita. Sei in contatto con l'energia che è tornata in movimento, a fluire, e cominci a sciogliere la sua cristallizzazione nel corpo. Bene.
Focalizzati su una singola sensazione ora. Una e una soltanto, inizia da quella più confortevole. Sii gentile con te, e compassionevole. Non forzarti. Immagina di respirare letteralmente in quella sensazione corporea, come se il respiro ci passasse attraverso. Non stai cercando di fare nulla, di ottenere nulla, di modificare nulla. Non hai alcun obiettivo.
Stai solo osservando che il tuo respiro passa attraverso quella sensazione corporea. Continua a inspirare e a espirare.

Passo 5. Resta con la sensazione per alcuni istanti, respirandoci attraverso - alcuni istanti. Sei al sicuro. Ora sei in contatto con l'emozione, realmente. Concretamente. Nel corpo. Perché noi esseri umani abbiamo un enorme spettro di emozioni e le sperimentiamo nel corpo. Essere umani significa provare tutto lo spettro delle emozioni, godere di tutto l'arcobaleno.

Passo 6. Ora lentamente e gentilmente chiudi di nuovo la connessione e poi fa' qualche movimento per stiracchiarti; puoi anche alzarti e camminare un po'; infine prenditi alcuni istanti per scrivere in parole cosa è successo. Verba volant, scripta manent: tieni traccia delle tue scoperte ed esperienze: ti aiuterà a conoscerti meglio! Crea un database, un diario di bordo che registri tutto ciò che osservi, ascolti e percepisci. Usa Mind per il sofisticato strumento che è, in questo caso un formidabile traduttore in linguaggio umano. Non usarla per valutare=giudicare, bensì per descrivere per quanto possibile in parole a te stesso o a te stessa cosa hai osservato, ascoltato, percepito.
Variante 1: puoi creare un disegno o un semplice scarabocchio, usando colori oppure no, invece di usare le parole; in questo caso sarà l'emisfero destro, creativo e immaginifico, che verrà in tuo aiuto. Nelle sessioni di coaching ti proporrò anche una serie di strumenti da usare sul computer, se così scegli, se deciderai di lavorare insieme a me.
Variante 2: in realtà, il nostro cervello lavora al meglio quando entrambi gli emisferi vengono adoperati in sincronia per processare un compito. La loro alleanza è proficua e benvenuta. Perciò, unire entrambi i modi è altrettanto utile e fruttuoso. E, essendo noi esseri creativi e logici assieme, inventare un modo personalizzato è anche questo assai utile. Usa il tuo modo, assolutamente. Go for it!

Passo 7. Puoi usare un altro breve istante di questo processo per chiuderlo per descrivere ciò che ti ha portato l'esperienza. Cosa è cambiato dall'inizio del processo? Cosa ti ha portato questa esperienza? E... come ti senti, ora? Per caso, percepisci qualcosa nel corpo? Puoi osservare ancora se è confortevole ora. Se non è successo nulla, è okay lo stesso. Ripeto: questo procedimento non ha nulla a che vedere con “essere bravi abbastanza”, non è un fare, bensì un darsi il permesso di essere, di osservare, di ascoltare un qualcosa in noi che vuol essere visto, ascoltato, percepito. That's it.

Passo 8. Raccogli il materiale per compilare il tuo personale database emozionale. Questo aiuterà la tua Mind ad abbassare il rumore mentale, a calmarsi poiché porta fatti concreti osservati e registrati di ciò che accade nel tuo panorama interiore, e tu potrai ascoltare meglio i tuoi reali bisogni ed entrare in reale contatto con le tue energie. Ringrazia il tuo sistema mind-body per il servizio che ti rende ogni istante. Io ringrazio te per avermi permesso di facilitarti.

Note al percorso.
• Se è la prima volta che ti cali nel corpo in questo modo - e se la sensazione è troppo intensa, Mind potrebbe agitarsi perché “pensa” di essere travolta da tutta questa energia (e ti racconta storie tipo: <<mio Dio questa cosa è “terribile”, “non ce la faccio”, “oddio mi sento peggio”>> eccetera) - stoppa immediatamente il processo. Ricorda che l'energia che senti fa parte di te e non potrà mai recarti alcun danno se ti connetti con lei. Va tutto bene!

• Non deve essere per forza piacevole e rilassante, anche se generalmente viene riportato che sia così. Questa non è un'induzione né una visualizzazione. Si chiama “esplorazione”, l'ho scoperta nei miei studi tre anni fa e da allora è entrata nella mia personale cassetta degli attrezzi. Assomiglia alla visualizzazione che si fa col body-scan (altro strumento fortemente utile :-).

• Non permettere alla tua consapevolezza di perdersi nel probabile lungo treno di frasi e discorsi che la tua Mind inizierà a creare per “spiegarti” quello che stai provando. Questo è il mentalizzare di Mind, non è “essere con” la sensazione. Nota che è Mind che fa questo, non tu.

• Non occorre conoscere la respirazione diaframmatica, né è necessario fare chissà cosa o forzare niente: il tuo corpo sa naturalmente come respirare con la pancia, come quando siamo addormentati.

• Potresti sentirti valutare le tue emozioni e sensazioni. Le sensazioni non sono in sé né buone né cattive: è Mind che ha le sue preferenze. I nomi, le etichette non sono strettamente necessari se non per Mind, la mente verbale, la parte di noi che usa il linguaggio verbale. E poiché Mind è una parte di noi (interessante e molto, molto utile), vogliamo anche il suo aiuto, la sua alleanza, in unione con ciò che abbiamo provato. E la possiamo creare e ricreare in diversi modi. Per esempio, sto usando il linguaggio verbale ora, per comunicare. Nota come siamo talmente tanto immersi nelle parole che ce ne dimentichiamo, come un pesce si dimentica dell'acqua in cui nuota...

Questo processo ha a che fare col lasciare andare, non col tendere verso: se lasci andare, sei rilasciato, se tendi verso, sei in sforzo – ti stai “sforzando di fare qualcosa” e sei contratto, per definizione. Prende pochi minuti al giorno, con la pratica occorrono non più di 5 minuti e ha un effetto benefico cumulativo nel tempo. Il passo successivo è ottenere informazioni dalle emozioni, per sapere come impostare o re-impostare il tuo personale navigatore satellitare emozionale, la tua bussola.

Ci sono informazioni basilari da conoscere che rendono ancora più solido anche dal punto di vista scientifico approcciare uno stile di vita mind-body (cibo per la “logica” e “razionale” Mind) e ci sono molti, molti altri processi e tecniche e combinazioni di processi da provare. Il mio intento è di condividerli affinché tu possa trovare la Tua Via al Ben-Essere.
Sì, sono davvero tanti gli strumenti della cassetta degli attrezzi mind-body-heart, basta scegliere quello che ci è più utile in un dato momento, per iniziare a creare una nuova relazione con le nostre Emozioni e con la nostra Mind, una nuova relazione di amicizia e alleanza.

Un caveat: ricordati sempre di quanto espongo nel mio disclaimer. Sono una mind-body coach e mi occupo di facilitare la connessione mente-corpo-cuore attraverso le metodologie del mind-body coaching.

Se sai e ti accorgi che hai sofferenza emozionale profonda, che richiede un intervento specialistico, chiedi aiuto a uno psicoterapeuta compassionevole ed esperto in questo ambito. L'Acceptance and Commitment Therapy si è rivelata estremamente efficace in molti casi: prendila in considerazione qualora tu non sappia a chi rivolgerti.

Prenditi cura di te.

E' il miglior investimento che tu possa fare per te e per gli altri!
Sappi che vi possono essere concomitanti situazioni biochimiche complesse alla base di alcuni stati dis-agevoli profondi, e forti stati di dipendenza dalla biochimica molecolare delle emozioni, pertanto hai bisogno di rivolgerti a un professionista (psicoterapeuta) che si occupi di questi aspetti profondi.
Per favore, non esitare a chiedere aiuto.

E ricorda anche che una sinergia di intenti può creare il miglior risultato di Ben-Essere! Impegnarsi con sé a 360 gradi impiegando ogni canale e strumento utile ed efficace è davvero l'atto di vera autentica gentilezza e respons-abilità (=abilità a dare risposte) che possiamo fare per noi stessi e per il mondo.

Quando sono disconnessa da me stessa, quando mi sento “in tempesta”, uso al volo lo strumento e la combinazione di strumenti che sento più utile al momento, e: ci guadagna la mia salute, il mio benessere, le mie relazioni, il mio lavoro, la mia vita.

Perché il dolore fisico mi ha insegnato cose che nient'altro e nessun altro poteva insegnarmi. Perché io scelgo. Di stare bene. A tutti i livelli. Questo è vivere seguendo il “mind-body lifestyle”.

E puoi scegliere di vivere così ogni giorno anche tu: che sollievo!

Stay fine tuned!

Un abbraccio,

Scritto & Postato venerdì 6 marzo 2015 da Elena Tione


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