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I 7 passi del tuo Successo

Ciao Anima bella, il post di oggi è speciale: è un guest post d'eccellenza! E come ti avevo promesso, è dedicato al feedback. Il feedback di qualità.

Ma cosa è questo benedetto feedback e perché è così fondamentale per la tua vita? Be', ti piacerebbe renderti la vita migliore, farti valere con rispetto reciproco, avere successo, raggiungere obiettivi personali e professionali e mettere il turbo boost da supercar alla tua performance? Bene, seguimi! :)


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Questo è uno dei presupposti cardine della PNL
Se ci fai caso questa parola inglese è composta in realtà da due parole in una: feed = nutrire e back = indietro.

Ogni cosa che facciamo è come una specie di boomerang: ha sempre un ritorno, una eco, una conseguenza.

Ogni parola che diciamo, ogni pensiero, ogni azione o non-azione, ogni comportamento e ogni scelta ottiene sempre un certo risultato.
Questa semplice constatazione non è affatto facile nella vita di tutti i giorni. Se qualcosa va "storto" sul lavoro o in famiglia, prendiamo spesso quello che ci torna indietro come un fallimento oppure mugugnamo che è l'altra persona a farci sentire in un certo modo o a creare quel caos.

In questa società siamo convinti che se noi parliamo e l'altro non recepisce, è "colpa" sua, non nostra.

Sul lavoro, ma anche in famiglia, molti hanno l'abitudine di urlare perché (dalla disperazione) non sanno come farsi capire dai dipendenti o dai familiari, presi alle strette e in completa risposta combatti-o-fuggi, sopratutto se c'è un momento difficile e/o sotto scadenze. 
Oppure, l'inverso: regna il silenzio, il non detto, ma in realtà i problemi covano sotto le ceneri, pronti ad ardere quando meno te lo aspetti. E tutti sembrano avere magici poteri: precisamente, quelli di leggere nella mente altrui!
E se qualcosa non va... sei un fallimento, giusto?
Suona... familiare?

Nessuno ci ha mai insegnato i veri princìpi della comunicazione e del feedback "sensorialmente basato".
Se siamo attenti e sensibili osservatori-ascoltatori della vita ce ne accorgiamo da soli. Il più delle volte, però, è solo un vago sentore/sentire e non sappiamo che cosa fare concretamente.

Ecco perché questo post, la prima parte che ti avevo promesso sul feedback: ci tengo molto, perché dare e avere feedback di qualità è davvero importante, anzi direi la base di ogni successo al lavoro, che tu sia un manager, un quadro direttivo, un impiegato, un operaio, un addetto call-center; in famiglia e nelle relazioni, che tu sia partner, genitore, figlio e così via.

E a proposito di successo: ogni cosa che ti torna indietro, ogni nutrimento indietro, è appunto, nutrimento. Nutrimento? Sì, proprio così.

Ne ho già parlato in questo altro blog post qui.

Oggi ho scelto di ospitare sul mio blog il lavoro dei miei due insegnanti di Neuro-Semantica, Lucia Giovannini e Nicola Riva, con cui mi sono diplomata master nel 2015 a L'UCE, Libera Università di Crescita Evolutiva.
Noi meta-coach & trainer parliamo di feedback e non di critica, nemmeno di "critica costruttiva". Trovo molto potente tutto ciò (=che crea risultati di cambiamento migliorativo concreti, nella vita di tutti i giorni) e ciò che ha scritto Lucia insieme a Nicola lo trovo descritto in modo eccellente: puntuale, semplice, assimilabile e divertente.

Sono felice di poterlo fare arrivare oggi anche a te, come parte di questa grande famiglia che è la Neuro-Semantica.
Ti auguro una buona lettura e a prestissimo con la seconda parte.
Ti aspetto alla fine di questo post :)

Vi è mai capitato di dover comunicare a un dipendente, un collega, un familiare il vostro punto di vista su di un loro comportamento che considerate poco funzionale?

Non è sempre così semplice perché spesso il nostro ascoltatore entra in stati emotivi che non gli permettono di fare tesoro di quanto diciamo, tutt’altro, si chiude in difesa e quanto stiamo dicendo rimbalza come se incontrasse un muro di gomma.

E ci sono tanti modi per affrontare questo tipo di comunicazione: alcuni funzionano eccellentemente, altri non tanto, altri ancora nuocciono grandemente. L’argomento è spesso riportato sotto la voce “critiche”: come criticare in maniera efficace creando il cambiamento desiderato nell’altro.

In PNL e Neuro-Semantica non usiamo il termine critica e criticare poiché il termine ha un’accezione negativa che ritroviamo in parte anche nella sua etimologia: dal greco kritikós ‘atto a giudicare’, derivato di krínein ‘distinguere, giudicare’.

E generalmente chi si sente oggetto di critica si sente giudicato, associando a tale stato delle emozioni non positive a tutto discapito della comunicazione in corso.

In PNL e Neuro-Semantica non usiamo neppure il concetto di critica costruttiva che ben potrebbe essere tradotto in “ti giudico negativamente per farti migliorare”, un po’ come prendere a pugni una persona per farla guarire, ma la maggior parte degli studi in materia ha dimostrato che

enfatizzando semplicemente quello che non va, si ottiene paradossalmente un aumento dei comportamenti non desiderati,
mentre




Continuare a ripetere a un bambino (peraltro anche a un adulto) che è negato a scuola, che non vale nulla, che è un fannullone, che non è buono a combinare nulla non lo aiuta di certo ad imparare la matematica, impegnarsi e ad imparare a fare tante altre cose.
Per contro, rinforzare la fiducia del bambino nelle sue capacità attraverso apprezzamenti su quello, anche poco, che sa già fare, unitamente al suggerimento di nuove strategie di studio e di comportamento può fare miracoli.

In PNL e Neuro-Semantica parliamo di feedback che tradotto significa “restituire nutrimento” nel senso che comunichiamo con la persona al fine di facilitarle il mettere in pratica comportamenti più funzionali in determinati contesti. Cade completamente il bisogno, insito nella critica classica, di giudicare quella persona e ci si concentra invece su come agevolare il cambiamento in meglio.

I ricercatori della Libera Università di Crescita Evolutiva (L’UCE) hanno un modello neuro-semantico che consideriamo lo stato dell’arte per dare feedback, composto da 7 punti.
Il Feedback di alta qualità è:

1 Sensorialmente basato e comportamentale.

2 Con informazioni precise che forniscono piccoli passi.

3 Puntuale, il più immediato possibile.

4 Importante per il risultato, orientato al risultato.

5 Con attenzione al Rapport, dato con compassione, senza giudizio o valutazione.

6 Orientato all’azione, fornisce il prossimo passo per il miglioramento.

7 Sperimentale: usalo come se fosse il tuo specchio.

scritto da Lucia Giovannini


Ci vediamo la prossima settimana, Anima bella, con il prossimo pezzettino, e ora fai un salto nella mia pagina Eventi: c'è una giornata speciale aperta e gratuita a tema vulvodinia e dolore pelvico cronico e... ti aspetto lì
Stay fine tuned!

Un abbraccio, Elena
 
Scritto & Postato il 16 maggio 2016 da Elena Tione
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