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CHI SONO LIBERTÀ DAL DOLORE VULVODINIA? METODO START HEAR YOUR HEART© MIND-BODY COACHING TV

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Fiori nel Deserto

Fin dall'età di cinque anni giurai a me stessa che avrei compreso le emozioni perché non volevo soffrire così intensamente come soffrivo. Questo è ciò che fin'ora ho compreso e lo voglio condividere con te.

Un caveat: la comprensione non è una méta assoluta, arrivata: è un processo sempre in divenire e in nessun caso ci si può considerare arrivati; in più conoscere non è agire, e per agire ascoltando occorre allenamento quotidiano e compassione. E' umano dimenticare, cadere e poi rialzarsi, ogni caduta è okay, è feedback, un nutrimento che ti torna indietro se apri la porta del cuore. E' avere compassione di sé e dell'altro. Allenarsi alla com-prensione e alla com-passione. Vale per ogni essere umano.


Siamo tutti allievi della vita.


Le emozioni sono energia e l'energia ha bisogno di fluire, di scorrere, è multiforme e multisfaccettata, continuamente cangiante, ha bisogno di andare “da qualche parte”, proprio come l'acqua di un fiume, come le correnti degli oceani, come il vento. Non è possibile rinchiudere il vento, né imbrigliare per sempre il corso di un fiume o la corrente marina.


In genere sopprimiamo ciò che sentiamo spiacevole, come le sensazioni che dà la rabbia, o il dolore, o la paura, o ancora la tristezza e il dolore. Quando tenti di sopprimere un'energia emozionale invece di ascoltarla ed esprimerla appropriatamente, essa resta bloccata nel tuo corpo e resta intrappolata nelle fibre muscolari, nei tessuti, nelle cellule col suo carico di sostanze chimiche.


Si cristallizza nel corpo (le cellule sono come piccoli registratori elettromagnetici di bande di frequenza di energia= memoria cellulare – quindi ricordano ogni cosa accade, insieme al cuore). A volte te ne accorgi, altre volte no. L'energia diventa visibile nel corpo nei muscoli (=moto).


Così, l'energia che per sua natura fluisce viene immobilizzata. Chi la blocca? Un'altra forma di energia.
L'energia mentale di Mind, a livello di Mind-ness /Mad-Ness.


Perché “follia”?
In oriente Mind viene anche detta “la folle danzatrice”.


Cosa vuol dire, e come avviene questo blocco emozionale, e conseguenze ha?


Accade in continuazione, ogni istante delle nostre vite, perché siamo esseri composti di energie, ogni volta che Mind giudica un'energia emozionale come pericolosa, non appropriata, troppo intensa, “che non va bene”.


Esistono emozioni “primarie” e alcuni sistemi di aiuto le chiamano “clean” = “pulite”; ed esistono re-azioni-comportamento “di seconda mano” come le chiamo io, che in questi sistemi sono etichettate col termine “dirty”, attributo che evito e sconsiglio di tradurre. Eccoci di nuovo: “sporco” ha un'accezione di senso per i più “negativa” e rischia di creare ancora più incomprensione.


Esistono emozioni primarie che accomunano le mappe dell'Umanità. Perché provengono da un Centro dell'Essere. Sono energie primarie che condividiamo con tutti gli esseri senzienti.

Quando tutto va bene nel nostro mondo – cioè la nostra mappa del mondo incontra il mondo stesso - proviamo gioia, e quindi c'è apertura, espansione; viceversa proviamo dolore.


Nessun essere vuole provare dolore e tutto è attratto dal Ben-Essere.


Accade qualcosa “là fuori” e crea una prima onda emotiva, una spia che si accende per segnalare “qualcos'altro”. Ecco che l'emozione ci guida, se noi ci permettiamo di ascoltarla.


Cosa accade nel dirty pain? Lasciamo che Mind scompigli ulteriormente lo specchio d'acqua della nostra intimità/vulnerabilità. Se viviamo un lutto, quindi proviamo dolore per la perdita di qualcuno o qualcosa che ci era caro (un genitore, un amico, un animale, un oggetto speciale, la perdita di un rapporto etc.), viviamo un clean pain, ma spesso accade che Mind crei contro-increspature su questo specchio d'acqua interiore e lasciamo che blocchi il sentire e il connettersi con quel dolore, con la nostra vulnerabilità.


Cioè, cominciamo a negare, giudicare, valutare, soppesare il dolore--> questo crea dirty pain, sofferenza aggiunta, totalmente inutile e dis-funzionale perché crea un buco fra noi e il nostro puro percepire la nostra intimità.


In più, prolunga quel dolore.


“Non è giusto”, “Questo non dovrebbe accadere”, E' orribile”, “Sono forte quindi questo non mi scalfisce” e bla bla bla.

Quanto tempo ci vuole per l'elaborazione di un lutto, chiamiamolo se vuoi, un dolore sincero, puro, genuino?


Chi lo stabilisce?

Che differenza c'è tra un dolore di questo tipo e il continuare a ruminare sulla stessa perdita, come se la rivivessimo ogni istante, proprio come se stesse accadendo ora?


"Dovrei già esserne fuori a quest'ora..."

Non giudicarti, non darti dello stupido, non colpevolizzarti, e prenditi la respons-abilità della tua vita. Comincia col permetterti di ascoltarti senza giudizio e continua col chiederti:

perché questa emozione di pura, immensa tristezza è qui?
Cosa vuole dirmi?
Qual è il suo messaggio?
In che modo mi sta aiutando?


Anche gli dèi piangono lacrime di com-passione.
Avere compassione significa accettare ciò che è, essere disponibili ad ascoltare, a osservare, ad accogliere quell'onda emotiva, e non significa farsi travolgere da essa.
Sai, se permettiamo a noi stessi in quei momenti di diventare cavi come le forti canne di bambù, il dolore può passare attraverso, può passare libero.


E l'unica via per passare la tempesta emotiva e per imparare, evolvere è:


attraverso


In questo modo l'emozione lascia un messaggio che abbiamo bisogno di conoscere e può fluire via, libera, come il vento attraversò il corpo cavo del bambù. Lascia fluire l'emozione, è lì per aiutare, non per ferire! E' la sua natura: fluire. Lasciala scorrere.



Questo vale per ogni emozione primaria, pura, diretta su un evento.


Sì, perché Mind può giudicare anche la gioia e la felicità: “troppo bello per essere vero”, “un bel gioco dura poco”, “non ti illudere, tutto viene e tutto passa”, “meglio che voliamo bassi”.


Mind-ness/mad-ness (follia – la mente-mente) è un'espressione che è si è posata spontanea sul mio block-notes mentre scrivevo questo post: evidenzia la differenza fra essere fusi e persi nella Mente e fra essere Mind-ful – pienaMente consapevoli (Mind-Ful-Ness) di ciò che è.


Ma cosa è, ciò che è?


Mind - la Mente logica o verbale o “di superficie” - è stata progettata dalla Natura per fare valutazioni, comparazioni, per operare nella vita tridimensionale, creare oggetti, valutare distanze, costruire cose, proteggerci dal pericolo, preservare l'incolumità del corpo, inseguire il piacere etc.


Questo funziona alla grande per relazionarsi -interfacciarsi col mondo “là fuori”, ma non è funzionale se applichiamo questo modo di processare le informazioni al nostro mondo interiore, al nostro panorama intimo, e nel creare un ponte fra il nostro panorama intimo e quello dell'altro.


Paradossalmente, il rischio è di infliggerci ancora più sofferenza fisica/emotiva/mentale. Usiamo lo strumento Mind in modo spesso inadatto.


E' come se per avvitare una vite o un bullone volessimo usare un seghetto o un martello. Non è semplicemente lo strumento adatto allo scopo: stringere la vite/avvitare il bullone.


Per questo occorre essere vigili, osservare, essere pienamente con sé, senza s-valutazioni.


Lo puoi notare in continuazione quando leggi/ascolti/parli di “emozioni negative” e “positive”. Esiste forse un'energia “buona” e una “cattiva”?


Questa è una falsa dicotomia ed è una valutazione di Mind.
E crea sofferenza.
Inutile.
Evitabile!


L'energia è neutra e proviene da un'unica fonte.


E tutto è sempre per il nostro massimo bene.


Alla nostra Mind non piacciono frasi come questa, ma il Cuore ti sussurra questo.


Lui sa la Verità oltre le apparenze.


Compete al nostro Centro di Pura Consapevolezza accogliere l'emozione, ascoltarla e... solo dopo, dopo, e ancora dopo decidere cosa fare, usando poi Mind per compiere delle azioni (de-cisioni). Puoi chiamare questa parte che alla fine de-cide: il CEO del tuo sistema mind-body.


Nel mio metodo Start Hear Your Heart© il CEO è sempre il Cuore.


Osserva, accoglie, e invia segnali direttivi a Mind.


Ascolta il tuo Cuore perché esso ha accesso alle informazioni più dettagliate e ricche e ha una memoria vasta di esperienze.


Il verbo "decidere" in latino significa "tagliare", "potare". Quindi: togliere via strade = connessioni neuronali = credenze limitanti che non troviamo utili, funzionali, e selezionare con cura i rami che faranno crescere rigoglioso il nostro Albero/Giardino della Mente.


Ergo, esistono comportamenti utili, altri meno utili al nostro Ben-Essere e a quello dell'altro. Utili in un periodo della vita, meno utili in altri. Tutto dipende dal contesto, tutto è sempre relativo.


Quando ti capita di leggere espressioni come “emozione positiva” e “emozione negativa”, sappi che si tratta di: “comportamento utile/funzionale” oppure “comportamento non tanto utile/funzionale” oppure “comportamento per nulla utile/dis-funzionale” verso sé/altri.


E' un comportamento.


Giudicare un'emozione ci blocca, ci limita, ci fa sentire ristretti (invece di scoprire perché l'emozione è lì e che messaggio utile ha per noi). E su un' emozione Mind ci fa i ricami, gli origami: si perde in livelli su livelli su livelli di valutazioni, giudizi, e ancora altre valutazioni.


Ecco perché c'è poca chiarezza sul capirsi usando questi termini verbali. Si tratta di re-Azioni.


Esempio: la paura della paura--> comportamento: mi blocco (in-Azione), scappo, evito di fare quello che mi dice il Cuore. Il Cuore vuole sempre il mio bene e quello dell'altro.


Arrabbiarsi per aver provato paura: comportamento--> non mi permetto di ascoltare la paura, mi saboto, mi disconnetto con azioni e comportamenti che non rispecchiano il mio sentire, sono aggressivo.


Questa ultima energia è la parte di Mind che molti chiamano “il Critico interno”. Quindi hai bisogno di far entrare in azione il tuo CEO e fare RESET.


RESET. Rassetta. Fai ordine.
E' in tuo potere, è il tuo legittimo potere. E' tuo!
Vuoi cedere il tuo potere di decidere a chiunque? No.


Mind si imbizzarisce, fa proprio le bizze, ti tortura, non ti fa dormire la notte e “fa” tutte quelle cose che ti agitano e spaventano quando non riceve leadership dal Cuore e viene “lasciata sola con se stessa”.


Ma cosa è che fa, esattamente?


Cerca di difenderti.


Proprio così.


Mind tenta di difenderci, ma non è equipaggiata per farlo. Tentare di difendere il sistema è protezione, e la protezione è una forma dell' amore.


Ah.


Come cambia per te le cose questa nuova visione?
Come le cose cambiano per te, quando cominci a renderti conto di questa semplice verità?


Sii compassionevole verso Mind. Sì, hai capito, bingo: non è utile nemmeno auto-giudicarti se hai lasciato Mind sola: patatrack! Ecco Mind che cade nella sua stessa trappola!


Siamo umani, non siamo macchine e Mind non è ciò tutto che noi siamo, ma ne è solo una piccola parte. E Mind è vasta quindi... Immagina usando la tua Mind quanto siamo vasti come esseri.


Mind è stata progettata per ricevere dei comandi. E' un cucciolo. Comandi gentili ma fermi. Ha bisogno di disciplina così come il deserto vuole l'acqua, così come un cucciolo che impara. Non è Mind il CEO del Sistema vivo Mind-Body. E quando nel deserto piove, tu vedrai i suoi fiori. Impossibile! Dei fiori nel deserto?!


Eppure, a certe condizioni, tu vedrai quei fiori: è possibile, è reale.


Crea le tue condizioni per far fiorire quel deserto.
E' possibile, è reale.


Di più sulle emozioni, con uno strumento, nei prossimi post – nei prossimi giorni. Ti aspetto!


Stay fine tuned!  
Un abbraccio,

Scritto & Postato giovedì 20 agosto 2015 da Elena Tione


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