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11/11 Vulvodynia Day | la prima Giornata Internazionale dedicata alla Vulvodinia è realtà

Finalmente.
Finalmente il mio sogno si avvera.

Ho sognato di realizzare una giornata internazionale interamente dedicata alla sindrome vulvo-vestibolare (SVV) o vulvodinia, la malattia che, insieme alla fibromialgia,  ha stravolto la mia vita - l'ho sognato per lunghissimi, interminabili anni. 
Avevo notato, infatti, che ci sono giornate praticamente su tutto, settimane benessere e campagne varie.
Ma di vulva e vulvodinia non si può parlare.

Nonostante mille difficoltà di ogni tipo, siccome sono  testarda, ho deciso che se ne deve parlare!

La giornata che si affacciava nella mia visione - spesso molte sere prima di addormentarmi, con le idee subito messe giù sul mio taccuino di carta accanto al letto -mentre la mia mente logico-lineare-verbale-di superficie mi diceva:

"E' impossibile, smettila di fantasticare cose che non puoi fare!"

e continuando su questi toni... e cioè, che dovevo lasciare perdere e che era troppo faticoso e costoso, che non avevo le competenze, le conoscenze e il denaro sufficienti (cosa che è ancora tutt'ora)... e bla bla bla...

...ma quei sogni dalla carta si volevano staccare, animare, volevano volare e io ho scelto di fare un ulteriore sforzo, di crederci fino alla fine e andare loro incontro, come vado predicando... facendoli sentire a casa, i miei sogni, che era sicuro per loro fidarsi di me, e spiccare il primo vero volo.

E così, oggi il Vulvodynia Day è qui.
E lo sarà per sempre. Per tutte le donne.
Io ho un Grande Sogno Grande.
Voglio che le donne possano essere curate in Centri multidisciplinari d'Eccellenza gratuitamente a carico del Sistema Sanitario Nazionale.
Svariate figure professionali, coach compresi.
Voglio formare altri mind-body coach nel mio Paese.

Vuoi danzare questo Sogno con me? 




C'è un estremo bisogno di queste tecniche qui in Italia, unite alla medicina, all'ostetricia, alla fisioterapia, all'osteopatia, alla psicoterapia e molto altro.
Perché questo dolore femminile, per essere curato, ha bisogno di un'intera squadra che co-opera.
La malattia si vince solo così, senza combattere.
E tutti gli esperti ormai lo sottolineano.

Il team di cura è la conditio sine qua non per una vera guarigione.

E chi è l'esperto di questo team?

TU.

Vedi, Anima Bella: se puoi sognarlo, puoi farlo. Puoi FARLO! 

Non importa quante #psicorotoloballe ti racconta Mind.
  
E oggi la Giornata Internazionale della Vulvodinia è realtà.
 Come è vero che guarire è una realtà.

Nel mio blog post di oggi, undici novembre 2016, #VulvodyniaDay 11/11 (la data l'ho scelta per moltissimi motivi), voglio condividere con te, Anima bella, una sintesi di ciò che mi ha aiutata a guarire e a creare una vita degna di essere vissuta.

Le mie riflessioni per questa giornata, per te.
Nella mia vita ho avuto tantissimi colpi bassi, porte sbattute in faccia. E probabilmente tante altre ce ne saranno, come è vero che sicuramente portali si stanno aprendo per me, e per tutte.
Sono stata considerata pazza, affetta dalla famosa e contagiosissima "sindrome della donna pazza" di cui parla anche la mia coach e mentore Abigail. :)

Ma...
sono talmente tanto testarda che costruisco e ricostruisco l'impossibile, guarisco da ciò che è considerato cronico, ricostruisco per più volte ciò che è stato distrutto, mi libero da tutto ciò che incatena la mia libertà.

E sai, il punto importante per te è questo:
è che questo puoi farlo anche tu e anche molto più di questo. 
Tu puoi creare la vita che vuoi, fin nei minimi dettagli.
Sii folle!
La mia vita e quello che sta accadendo è solo un esempio di  quanto è potente il potere dell'intenzione unito a quello dell'azione efficace con una visione chiara e definita.
Senza visione, vai a sbattere, prima o dopo.

Ho una formula semplicissima, elementare:

  • azioni efficaci = risultati.

Niente scuse.



Be', non sempre individuo l'azione più efficace.

Anzi, quasi mai.

E quindi, come si fa?
Si sbaglia.

Sbaglia, più che puoi.
Raccogli dati, raccogli feedback da tutto ciò che ti accade, da tutto ciò che fai, dalle relazioni con le persone attorno a te.
Continua a fare errori.

Solo così saprai qual è l'azione più efficace in quel preciso momento!



E quando si ha a che fare con il dolore fisico, non è affatto diverso.

  • Se ciò che hai fatto fin'ora non ha funzionato, ha senso continuare a farlo?   

E il Dolore?
Il Dolore vuole Voce, lo sai già. 
Tu credi sia un tuo nemico, da combattere e battagliare.
Ma pensare-emozionarti-agire così, ti ha mai aiutata davvero?
Pensaci.
Il fatto è che quando crediamo che il dolore ci porti via tutto, rischiamo di farci ancora più male.
In realtà, pensarla così è molto doloroso e rischia di farti rimanere ancora più in stallo.

Continuare a restare in un loop di pensieri che mantengono tesi e contratti significa dolore fisico in più, totalmente auto-indotto (ricorda: non lo fai apposta, quindi, niente sensi di colpa. Il meccanismo è antico, appreso, velocissimo e automatizzato).

Si crea uno stato in cui è davvero impossibile guarire.
Infatti, come sai da quando hai iniziato a seguirmi, per guarire c'è bisogno di accedere alla relaxation response.

Qui un esercizio per accedere a questa preziosa risposta fisiologica.



Gli Schemi.
Cosa stai credendo? A cosa stai dando energia/attenzione?


Gli schemi che ci mantengono bloccate/i in pensieri catastrofici, nel perfezionismo… quando ci critichiamo e preoccupiamo… ed evitiamo le nostre emozioni, attuiamo tutti quei comportamenti che portano a Stressville, al dolore cronico.

E questi schemi, te lo dico per esperienza perché ci sono cascata un’infinità di volte e conosco quelle buche, quelle voragini-

  • quegli schemi sono difficili da cambiare senza avere con sé la guida di un piano d’ azione collaudato, e senza avere la supervisione di una guida esperta.

Posso aiutarti a trasformare quegli schemi mentali-emozionali attraverso un programma che ha aiutato me e tantissime altre persone a liberarsi da stress e dolore. 




Ciò che accade nel nostro corpo è la guida che ci mostra su cosa intervenire.

Tuffati nel tuo corpo e nel tuo respiro e comincia ad ascoltare.

E quando la mente si intrufola - perché stanne certa, lo farà - osserva quali sono i temi ricorrenti.

Osservare significa staccarsi dalle #psicorotoloballe che Mind racconta e significa cominciare ad ascoltare la guida del corpo attraverso le sensazioni.
Ricordati che le storie mentali che ti mantengono bloccata/o sono decoys, sono modi della mente di superficie di distrarti pur di non farti entrare in contatto con le sensazioni corporee delle emozioni.



La mente farà di tutto pur di non farti stare nel corpo.
Sii gentile con te e intanto comincia a osservare i temi più frequenti e comuni che più spesso Mind fa partire:

"Perché a me?!"
"Cosa ho fatto di male?"
"Sono sempre stata una brava persona!"
ecc.
=
Oh toh! di nuovo! Rieccola, la storia della "me vittima".



Quando giochi questo gioco rimani prigioniera/o delle situazioni e delle circostanze e dài via il tuo potere.

Sei schiavizzata da un'etichetta, da una parola o insieme di parole.

Un'etichetta di una malattia.

E come sai già da anni, non amo affatto le parole vulvodinia, fibromialgia, ottimismo, pessimismo e buonismo. E, degli -ismi, gli unici -ismi che ho mantenuto nel mio vocabolario personale sono realismo e possibilismo.

Apro una piccola parentesi in merito ad altri -ismi.
Siddharta, si riporta, pare abbia detto che se per caso incontri un buddha per strada, devi ucciderlo. Subito.
Cosa vuol dire?


Gli -ismi sono schemi, credenze, clusters di costellazioni di connessioni neuronali.
E Siddharta è stato il primo psicologo cognitivo-comportamentale della storia, per quel che ne so.
So che ora il suo spirito è beante nella com-passione per tutti gli -ismi che sono sopravvenuti.
Chiusa parentesi.

Quando sei schiavo/a di una definizione, cioè quando non ti accorgi che puoi scegliere, dell'etichetta da "malata" o quando ti fai sedurre dall'idea (errata!) che vi sia qualcosa di "rotto" in te, cosa succede nel tuo corpo? Ti prendi qualche istante nella tua impegnatissima giornata per fare un check delle sensazioni? O sei super-impegnata?

"Non ho tempo".
#Psicorotoloballe!

Il corpo è sempre lì che ti parla e a volte è costretto a urlare disperato.

Il tuo corpo è un animale fedele, trattalo come tratteresti Siddharta in persona (altra parentesi: dopo il primo periodo di ascetismo estremo, Siddharta pare capì che torturare il corpo non era la retta via).



Continuare a restare schiavi degli schemi alimenta il ciclo vizioso del dolore, perché, te lo ripeterò come un disco rotto per sempre: i tuoi pensieri creano cose fisiche nel corpo.



Oggi, in questa Giornata, prenditi un istante per te, inseriscilo nella tua agenda come appuntamento. Un appuntamento a cui non puoi assolutamente mancare.

Fammi sapere nei commenti qui sotto cosa hai fatto per cominciare ad ascoltarti di più, e cosa hai fatto per ascoltare di meno le #psicorotoloballe di Mind.

Buon cammino!

Un abbraccio, Elena
 

Scritto & Postato l' 11 novembre 2016 da Elena Tione

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2 commenti:

  1. Solo un commento: grazie! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Valentina, grazie a te per essere passata! La prima tesserina di questo mosaico di guarigione finalmente è al suo posto. Ora la visione può prendere forma, con tutte le persone unite, per dire la verità e rompere il silenzio. La salute è un diritto e non può essere un lusso. E guarire è una realtà! Ti abbraccio, Elena

      Elimina

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