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CHI SONO LIBERTÀ DAL DOLORE VULVODINIA? METODO START HEAR YOUR HEART© MIND-BODY COACHING TV

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Come fare il famoso Back To Top

“Hai bisogno di prestare attenzione al tuo dolore senza giudizio, e accettarlo”.

“Non combattere il dolore, non combattere questa situazione” …

hai presente?!!

Be’, questo è quello che mi sentivo ripetere in continuazione.

E la sai una cosa?

Queste frasi mi MANDAVANO IN BESTIA!
(maiuscolo voluto)

Diamo uno sguardo nella mia mente di allora. Cosa avremmo potuto ascoltare? Quali pensieri leggere? Facile, eccoli, tratti dai miei diari dedicati al Freedom Writing© (mind-body tool basilare per innescare la guarigione!)

Cosa diamine intendi con “accettare il dolore?!!
Non sai cosa significa vivere con questa piaga ogni santo benedetto giorno, mi fa impazzire e tu, tu non capisci niente di quanto soffro e della mia vita!! Ma che razza di cose sei capace di venirmi a dire?!!

Come posso non combattere?? Ma cosa significa!!!
E, allora cosa dovrei fare…??? Starmene qua, catatonica, e non fare nulla, buttata per terra, nello schifo e nella miseria più totale?

Mi infastidivano da morire, quelle frasi
- e infastidire è dire poco! Ci sono tratti di scrittura moooolto più “intensi” del brano qui sopra, believe me!

Proprio non riusciva ad andarmi giù st’idea che dovevo “accettare”, accettare un corno! Accettare di vivere con questo dolore orrendo? Di finire la mia vita così? Sì, accettare con l’accetta!!!

E’ anche il tuo caso?
Be’, allora continua a leggere perché questo non potrebbe più essere lontano dalla realtà. E’ evidente che non è questo il senso, se mi do il permesso di comprendere il messaggio e come funziona il sistema.

PREAMBOLO MIND-BODY: DOVERE? MA DE CHE!
Intanto non “devi” nulla.
Sai cosa, non c’è proprio nulla che “dobbiamo” fare.
Non “devi” fare corsi, leggere libri, stare sul blog e non “devi” aiutarti.

Vuoi farlo. Scegli di farlo.
Scegli di fare il corso, venire in sessione, leggere i libri giusti e smettere di frequentare i posti che ti fanno stare male e ti gettano nella disperazione.

E non c’è proprio un bel nulla che “devi” fare alla “perfezione” per guarire!!
Sai, a qualcuna può essere più utile riposare, ad altre invece serve muoversi, correre, viaggiare, partire e ricominciare altrove.

Darsi il permesso di farlo.
Ti ricordi? Tu sei l’autorità su te stessa -e chi se no?

E cosa pensi accadrà se una persona “crede” che deve “pedissequamente riposare”, fare così e cosà seguendo alla cieca indicazioni generiche che non hanno nulla a che fare con lei, col suo senso e le sue necessità interiori?

Se ti dicono che il riposo fa bene ed è necessario, ma il tuo sistema in questo momento vuole uscire e correre, cosa pensi sarà meglio? Cosa evoca libertà, e cosa prigionìa, Anima bella?

Vuoi la verità?
La verità è che ognuna di noi ha un bisogno unico e diverso da qualsiasi altra e scoprire il tuo è ciò che ti renderà libera. Nessuno può dirti cosa è meglio per te e sopratutto cosa fare e, peggio ancora, che “devi” fare.

Poi, la verità è che, per mia immensa sfortuna (autoindotta) non stavo affatto davvero ascoltando e capendo il messaggio che queste espressioni riguardo l’ “accettare” volevano darmi. Non ascoltavo davvero quello che tutte le ricerche che avevo fatto (con tanta fatica) mi stavano donando.

Perché? Ma perché ero troppo impegnata con il decoy, la storia mentale del

sono-condannata-a-una-misera-vita-di-dolore-e-questo-è-quanto

- e indovina un po’?

NON ERA VERO!!!
(maiuscolo voluto again!).

Non stavo ascoltando… tipico di me, personalità da triplo carpiato A :)))
- e tipicamente DETESTO le classificazioni, per questo ADORO questo passaggio dell’Amleto, lo leggo proprio con quest’ottica e questo senso, e per me, da sempre, quelle parole del principe sono MUSICA per le mie orecchie e un avvertimento per le  persone che tentano di appiccicarmi addosso roba
- suona come “essere ribelle”, right?

Why, look you now, how unworthy a thing you make of

me! You would play upon me; you would seem to know

my stops; you would pluck out the heart of my

mystery; you would sound me from my lowest note to

the top of my compass: and there is much music,

excellent voice, in this little organ; yet cannot

you make it speak. 'Sblood, do you think I am

easier to be played on than a pipe? Call me what

instrument you will, though you can fret me, yet you

cannot play upon me.

William Shakespeare, The Tragedy of Hamlet, Prince of Denmark, Act III, Scene 2



Quando tutta la costellazione di dolori collegati alla TMS esplodeva all’improvviso lottavo lottavo lottavo… resistevo resistevo resistevo… gridavo, mi disperavo, cercavo di distrarmi o di anestetizzarmi con qualsiasi cosa
- tutto, tranne che accettare la situazione.

Cercavo di controllare in tutti i modi la situazione e di farla scomparire, mandarla via.

Come sai, il modo naturale -e l’istinto totalmente normale - di avere a che fare col dolore - come con qualsiasi cosa che ci terrorizza - è la FFR, ne ho parlato in quasi ogni post.

Quando diventavo ansiosa, mi forzavo letteralmente a calmarmi. E già qui il controsenso.

Sforzarsi di calmarsi? Cos’è, un ossimoro?!

YES, exactly. Significa combattere e cercare di eliminare lo stato ansioso, cioè… alimentare la FFR da cui l’ansia è causata!! Il risultato? Ottenere ancora di più ciò che voglio mandare via.

Got the message? ;)

Onestamente, lì per lì la cosa funzionava, e funzionava sia per l’ansia che per il dolore (per il dolore un po’ meno)... ma dopo un po’ tornava tutto come prima, anzi, sempre per essere onesta, più di prima. Non era quindi la soluzione, nu, nu.

FAI PACE COL PUNTO IN CUI SEI
Intanto come sai studiavo tutti i libri sui cui potevo mettere le mani, gli occhi e la testa, e lessi persino il best seller della Dr.ssa Claire Weekes, con elementi ultra-utili, dove appresi il concetto dell’accettare il dolore per il momento presente, di “fare pace col punto in cui sei” (nel mentre la mia Lizzy usciva fuori di testa ;) e che accettarlo non significava affatto che vincesse lui e non significava affatto che me lo dovessi tenere a vita e sopportare un’esistenza di sofferenza e limitazioni.

Il concetto del floating di cui parla la Weekes è esattamente questa pratica di “andare col flusso”:


lascia che il dolore, l’ansia, ogni emozione e sensazione scorra attraverso di te, senza opporre resistenza, tenderti contro o combattere o scappare.



Ha senso. E funziona. E calma l’SNA - e la mia Lizzy man mano si è accoccolata sulla mia spalla, rassicurata --shh… ha persino cominciato a muovere la sua codina - ricordi? Crea lo Scodinzolìo Mentale!  E il mio primo BlogPost in assoluto da quando fondai aidablanchett.com , Sii Come l’Acqua, parla proprio di questo, e anche Go With The Flow.


Ecco quello che significavano tutti quei messaggi e incitamenti ad accettare il dolore e non combatterlo!

VINCERE SENZA COMBATTERE
E da qui collegai questi concetti alla scienza su come funziona il sistema nervoso, alle arti marziali orientali e alla strategia di Sun-Tzu, Vincere Senza Combattere, che è diventato uno dei miei “cavalli di non battaglia” come spiegai qui durante un convegno dell’ONLUS che ho fondato insieme a Daniela e a mia mamma Aida.
E nel Blogpost che porta questo titolo, Vincere Senza Combattere, in cui ti guido in otto passaggi pratici per allenarti.

Finalmente mi accorsi che “prestare attenzione rilassata e accettare il dolore” e “rilassarsi nella tensione e lasciare che passi attraverso” o, come spiega il Dr. Wise nella Bibbia del Pavimento Pelvico “Un Mal Di Testa nel Bacino”, il “rilassamento paradossale” (paradoxical relaxation), che poi è mutuato da moltissime altre tecniche (conosci la tecnica di Alexander?).

"La mappa non è il territorio",
il II presupposto della PNL, citato da Wise & Anderson
a p. 255 nel loro libro
A HeadAche In The Pelvis,
trad. it Un Mal di Testa nel Bacino, VI edizione aggiornata e ampliata


USA LE CHIAVI DELLA GUARIGIONE: E’ NELLE TUE MANI
E’ fantastico il lavoro di Wise&Anderson.  E la chiave di vòlta è sempre stare con le sensazioni e processare le emozioni. La troverai ancora e ancora…

… il punto è:

la stai usando?

Ora che l’hai trovata, stai aprendo il lucchetto che ti mantiene nella prigionìa del dolore?

A volte da sole è dura (lo soooo ci sono passata!) ed è necessario una guida valida e certificata perché il dolore pelvico è così complesso ed è una condizione forte. Ed è perfettamente inutile che lo dica, lo sai già.

Comprendere cosa davvero significasse quel “accetta il dolore” mi ha permesso di cambiare la mia intera percezione del dolore e la mia relazione con esso. Ora, quando ho mal di testa, so come rilassarmi nella tensione. riesco persino a sentire quando si attivano i trigger point nei muscoli del collo che lo fanno scattare e riesco la maggior parte delle volte a disinnescare il trigger - e il dolore non funge più da decoy per me. Ode al mind-body, per davvero libertà! Libertà dal dolore!

E niente più dolore pelvico - niente di niente di niente!

Sai che questo puoi farlo anche tu, allenandoti a stare con quello che c’è e accettando anziché tenderti contro? Sì, hai capito bene:  puoi Vincere, e senza combattere!

So che la TMS sta cercando un nuovo modo per distrarmi, per farmi un favore e risparmiarmi del dolore (emotivo) ma io rassicuro la mia Lizzy che le emozioni non sono pericolose e che è sicuro provarle, tutte-tutte. E la TMS si dissolve, perché non ha più scopo nel creare il diversivo del dolore, o dell’ansia! Got it?

ZERO LOTTA, ZERO GUERRA e 100% LIBERTA’!
Riprendere ad avere rapporti, goderti la tua intimità, benessere e piacere sessuale, indossare quello che ti pare e fare quello che ami fare, gradualmente e senza paura è nel tuo potere e non ha prezzo!! Per favore, smetti di soffrire, esci dal dolore ed entra nella tua vita©!!

L’unica cosa che hai da perdere è il dolore. Digli addio.



Un abbraccio, Elena
 
Scritto & Postato il 28 settembre 2017 da Elena Tione




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